I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

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In Generale:

Per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato “DPI”, si intende qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

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I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.

I DPI di cui al comma 1 devono inoltre:

a) essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di per sé un rischio maggiore;

b) essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro;

c) tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute del lavoratore;

d) poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità.
In caso di rischi multipli che richiedono l’uso simultaneo di più DPI, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell’uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti.

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Gli Obblighi del Datore di Lavoro:

a) effettua l’analisi e la valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri mezzi;

b) individua le caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi siano adeguati ai rischi di cui alla lettera a), tenendo conto delle eventuali ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi DPI;

c) valuta, sulla base delle informazioni e delle norme d’uso fornite dal fabbricante a corredo dei DPI, le caratteristiche dei DPI disponibili sul mercato e le raffronta con quelle individuate alla lettera b);

d) aggiorna la scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli elementi di valutazione.

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N.B.

Il datore di lavoro, sulla base delle indicazioni del decreto di cui all’articolo 79, comma 2, fornisce ai lavoratori DPI conformi ai requisiti previsti dall’articolo 76.

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Il datore di lavoro:

a) mantiene in efficienza i DPI e ne assicura le condizioni d’igiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante;

b) provvede a che i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti, salvo casi specifici ed eccezionali, conformemente alle informazioni del fabbricante;

c) fornisce istruzioni comprensibili per i lavoratori;

d) destina ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richiedano l’uso di uno stesso DPI da parte di più persone, prende misure adeguate affinché tale uso non ponga alcun problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori;

e) informa preliminarmente il lavoratore dei rischi dai quali il DPI lo protegge;

f) rende disponibile nell’azienda ovvero unità produttiva informazioni adeguate su ogni DPI;

g) stabilisce le procedure aziendali da seguire, al termine dell’utilizzo, per la riconsegna e il deposito dei DPI;

h) assicura una formazione adeguata e organizza, se necessario, uno specifico addestramento circa l’uso corretto e l’utilizzo pratico dei DPI.

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In ogni caso l’addestramento è indispensabile:

a) per ogni DPI che, ai sensi del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475(N), appartenga alla terza categoria;

b) per i dispositivi di protezione dell’udito.


Vediamo nello specifico, l'importanza della scarpa antinfortunistica:

Il concetto stesso di scarpa antinfortunistica sottolinea il ruolo fondamentale nella lotta contro gli infortuni che questo DPI ha.

Protezione fisica dall'antischiacciamento, impermeabilità, antistaticità, resistenza al calore elevato e al freddo, a sostanze chimiche, antiscivolamento,

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Deve essere il datore di lavoro, nei casi non previsti dalla legge, a valutare in sede di "Valutazione del Rischio" quali sono i pericoli a cui il dipendente va incontro nei compiti previsti dalla mansione e di conseguenza indicare l’uso dei DPI (Dispositivi per la Protezione Individuale) più adatti e, obbligatoriamente, fornirli a proprie spese. 

La mancata osservanza della legge 2078 può comportare sanzioni economiche, arresto e persino la chiusura del luogo del lavoro. Questo a sottolineare quanto sia importante usare questi strumenti.
In secondo luogo, il datore di lavoro e l’azienda devono verificare che i propri lavoratori utilizzino i DPI e che li utilizzino secondo le norme vigenti.

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Nel caso delle scarpe antinfortunistiche la legge è intervenuta pesantemente per influenzare il loro utilizzo. Alla loro introduzione queste erano molto scomode e pesanti, un intralcio più che un supporto, pertanto i lavoratori tendevano a cercare tutti i modi possibili per evitare di utilizzarle. Ma a partire dagli anni ’80 – ’90, a seguito dell’aumento dei diritti dei lavoratori (quindi anche il diritto alla sicurezza) la legge ha obbligato sempre più l’uso di scarpe antinfortunistiche (e di DPI in generale), quindi con l’aumentare della richiesta del prodotto le aziende produttrici hanno investito molto nella ricerca e sviluppo delle stesse per creare prodotti sempre più sicuri e comodi.

Per considerare una scarpa antinfortunistica come tale, è necessario che essa presenti il marchio CE, il simbolo che viene applicato ai prodotti che rispettano le normative vigenti europee. Oltre al marchio deve essere presente anche il numero della normativa vigente. Solo così saranno regolari al 100%. Il responsabile di questi controlli è e dovrà essere sempre il datore di lavoro.

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Qui sotto riportati gli indicatori principali e la nomenclatura a seconda del pericolo affrontato dalla scarpa antinfortunistica:

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